I ruoli di leadership sono molto faticosi da un punto di vista psicologico.

Non credo possa essere diversamente, o, quantomeno, non ho mai conosciuto leader per i quali così non fosse.

Come vertice di un gruppo o di un team di lavoro, qualsiasi leader è bersaglio di emozioni, paure, proiezioni di coloro che lavorano per lui. Egli deve essere in grado di attingere alla propria sensibilità per sintonizzarsi sui bisogni degli altri, e allo stesso tempo rimanere imperturbabile nel prendere decisioni scomode. Rimbalzare da uno sguardo analitico dei singoli aspetti del lavoro a una più sintetica visione di insieme di tutti i processi. Fidarsi e delegare ai suoi collaboratori, e al contempo mantenere desta l’attenzione nel valutare il loro operato. Svolgere un’attività di mediazione costante e modulare le comunicazioni con efficacia. Occuparsi dei bisogni degli altri, senza tralasciare i propri.

Per tutte queste gravose motivazioni, chiunque ricopra un ruolo di leadership, dall’allenatore nello sport al dirigente aziendale, può trarre un deciso beneficio da un intervento psicologico: porre in primo piano i propri vissuti, infatti, permette non solo di monitorare tutte le capacità e competenze sopra indicate, ma soprattutto di perseguire maggiore serenità e gratificazione nello svolgimento del lavoro quotidiano.

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